Eros, un demone della duplice natura
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Il Simposio di Platone, riporta il discorso di Socrate che riferisce l’insegnamento della sacerdotessa Diotima su Eros.
Eros non è un dio bello e perfetto, ma un demone, cioè un essere intermedio tra dèi e uomini. La sua funzione è fare da mediatore: trasmette agli dèi le preghiere degli uomini e agli uomini i doni degli dèi.
Quanto alla sua origine, Eros è figlio di Poro (l’Abbondanza, l’ingegno) e Penia (la Povertà). Da Penia eredita la mancanza, il bisogno, l’inquietudine e il non possedere ciò che desidera; da Poro eredita l’astuzia, l’intraprendenza e la tensione verso ciò che è bello e buono. Per questo Eros è una realtà duplice: non è né ricco né povero, né sapiente né ignorante, ma sta in mezzo.
Proprio perché è mancanza e desiderio di ciò che non si possiede, Eros è anche filosofo: non è sapiente (come gli dèi), ma nemmeno del tutto ignorante. Si trova in una posizione intermedia e tende alla sapienza, cioè alla conoscenza del bello e del bene. L’amore, quindi, è desiderio di bellezza e di sapienza, ed è la forza che spinge l’uomo a elevarsi verso il sapere e il bene.
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