I pitagorici


Pitagora si spostò dall'Asia Minore alla colonie greche dell'Italia meridionale e della Sicilia. Lì fondò una scuola filosofica chiamata  "La Fratellanza Pitagorica", diversa delle scuole di Mileto.

Le dottrine fondamentali dei pitagorici riguardavano due argomenti:

  1. la dottrina dell'anima
  2. la dottrina del numero

Pitagora non era interessato ai fenomeni naturali, ma di tracciare una via di purificazione per l'anima. Si pensava che l'anima poteva reincarnarsi fino all'espiazione, ma si poteva interrompere con dei riti di purificazione. Evitando i rapporti sessuali o determinati cibi, ma soprattutto all'esercizio della filosofia. Attraverso la conoscenza, si porta ad ammirare l'ordine che c'è nell'universo e lo si riproduce nella vita quotidiana. 

La vita del filosofo si caratterizza per la misura e l'ordine con cui sa tenere a freno gli istinti del corpo. Quest'ordine prevale su tutto l'universo, o cosmo. Si resta ammirati del moto dei celesti, governati dalla legge dei numeri. Si afferma che l'origine delle cose è nel numero e non in altro. Si può cogliere la realtà profonda, essendo fatto di proporzioni quantitative tra gli elementi.

Per i Greci, i numeri non erano entità astratte, ma avevano caratteristiche fisiche e geometriche. Ogni numero raffigurava una figura geometrica. Se il numero è la sostanza delle cose, per capire il rapporto tra essi bisogna fare riferimento al rapporto tra i numeri:      

  1. i numeri dispari: entità limitata e quindi simbolo di perfezione
  2. i numeri pari: entità illimitata e dunque simbolo di disordine, imperfezione                                                                                                                                  

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